Giuseppe Mesirca - Gilberto Fossen Scultore

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Giuseppe Mesirca

E di questo retour a valori formali ritenuti sorpassati e scontati ci sembra esemplare la presa di ”posizione” nei confronti delle avanguardie oggidì imperanti del giovane Gilberto Fossen, il quale salta a piè pari le loro cosiddette conquiste, spesso esibite con bizzarie e trovate e uso di materiali eterogenei che sostituiscono il marmo,il bronzo, il legno, l’argilla al fine di mettersi al passo con i tempi e di non apparire retrograde, e si collega invece per moto spontaneo e naturale a quel filone italico di una bene intesa classicità che parte dalla ritrattistica romana, passa per i Pisano e Donatello e, arricchito di apporti inediti e affatto personali, arriva a medardo Rosso, a Martini, a Marini e a Manzù.A ciò si adeguano con assoluta coerenza i ritratti, che prevalgono del resto su tutta la sua produzione attuale, dove la verosimiglianza del soggetto preso di mira e la sua interna, segreta psicologia si danno la mano a conferire ai volti severi e pensosi degli adulti, soffusi di una mesta e toccante grazia poetica quelli dedicati ai bambini.Ne si può passare sotto silenzio i nudi femminili abbozzati con nervosa immediatezza, sia che si tratti di danzatrici volteggianti in acrobatiche piroette, di sulla scia delle danseuses di Degas, sia stese e dormienti in casti eppur voluttuosi sonni, quali seppe infondere ad esse il Canova ”foscoliano” nell’argilla in privati e liberi esercizi delle dita.Tutto sommato, ricordando anche la sua pungente abilità di animalista, non resta che dare largo credito a questo giovane scultore in progress ma già carico di promesse allettanti.

Giuseppe Mesirca, 1988

 
 
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